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Linee guida.

 

 

Al di là del fatto che un vino possa o meno presentare dei difetti nella misura in cui sia “ andato a male “ un vino può essere o meno gradito in base alle proprie caratteristiche semplicemente per una questione di gusto di chi lo beve .

 

Come scegliere un vino in una lista infinita di nomi e cantine .

 

Sicuramente un bevitore inesperto che a malapena distingue il rosso dal bianco non avrà una grande dimestichezza con le cantine quindi un metodo ottimale potrebbe essere quello di scegliere il più caro della lista ( ma anche no! ) .

 

La cosa migliore per un vino è sicuramente , come per tutto l’avere una corrispondenza qualità – prezzo e non sempre prezzo alto significa vino eccellente .

 

Quindi ? una bottiglia di acqua leggermente gassata , grazie!

 

Il metodo più facile per evitare sfondoni a mio avviso è : conoscere i propri gusti .

 

Quando io ho iniziato il corso andavo al supermercato è riempivo il carrello di bottiglie del prosecco in offerta , tanto , mi dicevo , quale differenza vuoi che ci sia tra uno e l’altro . Ecco , questo succedeva perché non solo non conoscevo i miei gusti , ma non sapevo neanche cosa cercare quando lo assaggiavo .

 

Quando si beve un vino , non lo si dovrebbe bere come fosse un bicchiere d’acqua , a strozzo , lo si dovrebbe far spandere su tutta la lingua e all’interno della bocca .

Un buon vino  non rimane immutabile durante il sorso ma esprime una grande varietà di profumi e sensazioni diverse che si esprimono in parti diverse della bocca ( dolcezza , acidità , sapidità ed amarezza ) quindi berlo facendolo scivolare velocemente il gola è come pensare di conoscere una persona dalle scarpe che porta.

 

Conoscere i propri gusti , ovvero sapere quali sono le caratteristiche che più ci piacciono in un vino , e come si fa a capire questo ? bevendo molto e bevendo vini diversi ( lo so , è un compito gravoso ma qualcuno lo deve fare ).

 

Ogni vitigno , al di la della cantina che lo produce , presenta delle caratteristiche di riferimento che si ritrovano .

 

Intanto c’è da distinguere tra vino bianco e rosso , mosso o fermo , aromatico o secco ( senza per ora andarci a infilare anche il rosè che sennò qui non se ne esce più ).

 

Un vino bianco giovane potrebbe essere un vino floreale con sentore di biancospino , un vino rosso evoluto potrebbe essere un vino speziato con sentore di cannella per quanto uno possa avere poco presente l’odore di bianco spino e di cannella appare evidente quanto questi diano luogo ad immagini completamente differenti , a me personalmente la prima descrizione fa pensare a freschezza mentre la seconda a calore .

 

Tra i vini bianchi che credo siano più “ risentiti “  credo si possano elencare :

 

riesling (che come sensazione odorosa associa rosmarino e basilico)

chardonnay  ( ananas )

sauvignon blanc ( buccia di pompelmo e foglia di pomodoro )

sono tutte uve parzialmente aromatiche

 

gewurztraminer ( rose bianche e gialle): sono uve aromatiche , quindi mi aspetterò una maggiore componente odorosa rispetto alle precedenti

 

vermentino : uve neutre e quindi bassa componente aromatica

 

 

in generale :

 

  • un vino bianco giovane presenterà odore di fiori freschi bianchi e gialli , di frutta a polpa bianca , di erbe aromatiche , sentori vegetali e minerali , quindi una grande freschezza e una leggera acidità e si ritrova anche nel colore che sarà probabilmente un giallino pallidino tendente al verde nei riflessi

 

  • un vino bianco evoluto mi ricorderà fiori gialli , frutta matura esotica e a polpa gialla , confetture di frutta a polpa bianca e gialla , frutta candita e secca , spezie e sentori tostati , quindi mi aspetterò un colore molto più dorato e un profumo più caldo pur essendo vini secchi un gusto più dolce,

 

 

vini rossi comunemente conosciuti

 

barolo : sentori di tartufo e viola mammola

cabernet sauvignon e franc : sensazioni vegetali ( peperone verde) ma anche speziato ( cacao e cioccolato )

syrah : sempre speziato

sangiovese : tannino ( astringenza in bocca )

 

in generale :

 

  • un vino rosso giovane presenterà odore di fiori freschi rossi e viola , frutti a bacca rossa e nera sentori vegetali e minerali

 

  • un vino rosso evoluto fiori rossi e viola appassiti , e quindi mi immagino una carica di calore ancora maggiore , confetture di frutta e spezie e quindi dolcezza associata a pungenza .
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L’assaggio.

 

 

Dopo aver ordinato una bottiglia di vino questa ci deve essere portata e servita secondo delle regole ben precise perché non siamo sempre solo noi consumatori a fare sfondoni, tante volte ci si trova di fronte a persone che sono “tutto pinguino e niente vino”. Per capire se chi abbiamo davanti sa davvero quello che sta facendo, basta ricordare poche e semplici punti:

  • La bottiglia deve essere portata rigorosamente chiusa, a meno che non si ordini un vino al bicchiere.
  • Deve essere aperta di fronte a noi con l’etichetta sempre rivolta verso il cliente e a ruotare deve essere il tappo non la bottiglia tranne il caso di spumanti e prosecchi in cui si afferra saldamente il tappo e si fa ruotare la bottiglia che pero dopo l’apertura deve comunque tornare in posizione con l’etichetta rivolta a noi.
  • Per mantenere la temperatura deve essere portato un secchiello con acqua e ghiaccio, non con solo ghiaccio sennò la bottiglia ci si appoggia sopra invece di entrare all’interno, quindi tanto vale risparmiare spazio sul tavolo.
  • Prima di servire il vino il sommelier dovrebbe annusare il tappo.

 

Perché si annusa il tappo? Quando si ordina una bottiglia di vino , non si va ad assaggiare per stabilire se il vino ci piace o no, non si può provarlo come fosse un paio di scarpe, “mmh non so, non so se mi ci vedo bene, forse meglio un numero sopra“ NO, l’assaggio si fa esclusivamente per accertarsi che il vino non sappia di tappo, altrimenti detto non presenti difetti.

Il fatto che un vino abbia sentore di tappo non va ad intaccarne la qualità, potrei avere ordinato la bottiglia migliore della cantina, che ha subito i migliori trattamenti con le materie prime migliori eppure saper di tappo.

L’odore di tappo può essere dovuto a fattori di tipo biologico e fattori di tipo chimico.

Può essere dovuto all’infiltrazione di un fungo, l’Amillaria Mellea, o ad allo sviluppo di un composto chimico, TCA, in fase di sbiancamento del tappo in sughero.

Generalmente lo si può avvertire già annusando il tappo, soprattutto se lo si conosce è davvero facile riconoscerlo, quindi il gesto di annusare il tappo viene fatto non per apprezzare il bouquet del vino e fare scena stile “aaah ammazza ‘nto sei bono!” NO, solo per evitare di far assaggiare al cliente un vino non buono.

Purtroppo non sempre lo si riesce ad avvertire solo dal tappo quindi si procede con l’assaggio, che non vuol dire fare una degustazione del vino, ma appunto, sincerarsi che il vino non presenti difetti, e quindi chi assaggia non è il fico di turno che “io sì che il vino lo conosco“  ma è in realtà la vittima sacrificale che se la rischia (Galateo vorrebbe che in una coppia assaggiasse l’Uomo).

E quindi bicchiere fermo, lo si porta al naso e si annusa, se non si riscontrano odori sospetti si assaggia, se anche all’assaggio non si percepisce niente che non sia attribuibile alle normali caratteristiche del vino si segnala al sommelier anche con un semplicissimo “sì, va bene“ che il vino non presenta difetti e questi provvederà a servirlo riempiendo per ultimo il bicchiere di chi ha fatto l’assaggio.

 

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Sommelier 0.0

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Ho sempre amato il vino , bianco , rosso , rosé ( no , il rosé no ) ,e non è solo una questione di bere , è il rito , il rito che sta dietro al vino , il gesto di prendere la bottiglia in un certo modo , stapparla , prendere il bicchiere adatto. Ecco , io , dopo tutto questo , dopo una giornata pessima , ho già scordato cos’avevo .

Eppure mi sono sempre trovata a disagio quando a cena il sommelier ti guarda e ti chiede : “ che vino desidera ? “.

E che ne so ! Mi hai portato una sfilza di nomi tutti uguali che mia nonna per il cenone di natale fa una lista meno lunga.

Quindi , genialata , mi iscrivo ad un corso per apprendisti stregoni (enmh sommelier) e ti frego , caro il mio pinguino presuntuoso.

E così ho fatto , ho aperto san google , ho digitato le paroline magiche “ corso per sommelier Siena “ e mi si è aperto un mondo .

Tralasciando le varie associazioni che tengono corsi , merito in cui non ho intenzione di entrare . Ho scelto il corso che era logisticamente più vicino a casa mia , ho richiesto il modulo, l’ho inviato , pagato la quota e BAM ero alla mia prima lezione , del primo livello(sono 3 , eh già #neverajoy ).

Cosa mi aspettavo dal corso? Di tutto .

Cosa sapevo del corso ? Niente.

Perché in pratica, chi di noi comuni mortali , sa davvero di cosa tratti seguire un corso per sommelier? Io di certo non ne avevo idea.

Credo che l’immagine che renda meglio l’idea che avessi prima di iniziare il corso fosse molto vicina ad una seduta di ex alcolisti che , ceduto alla tentazione , passano la serata a bere ed ad idolatrare il sacro nettare degli dei cercando di mascherare il tutto con strani rituali magici.

SBAGLIATO .

Arrivata alla prima lezione mi sono seduta e mi sono trovata davanti 3 libroni che potrebbero tranquillamente essere paragonati ad un vocabolario di greco  e a 2 atlanti di anatomia .

In realtà sono la guida dei vini per l’anno 2015 ( fantastica !) e due libri di testo “ la degustazione “ e “il mondo del sommelier” .

Di vino , ahimè , nessuna traccia , proprio ora che avrei voluto affogare la disperazione nell’alcool . Niente , tocca studiare anche per bere vino , damn .

Per coloro che intanto vogliono solo “ sopravvivere alla carta dei vini” visto che il corso è composto da 15 lezioni vorrei cercare di fornire 15 semplici linee guida, non tanto per sapere cosa fare ma soprattutto cosa NON fare .